

É riconosciuta in tutto il mondo e si celebra il 3 ottobre di ogni anno.
Si tratta della Giornata Mondiale dello Stomizzato, istituita e promossa da IOA (International Ostomy Association) con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone stomizzate attraverso una maggiore consapevolezza e rispetto della condizione in cui si trovano.
La vita con stomia » Sessualità » Gravidanza serena
Articolo tratto da "Informablu" - Abbonati Gratis
La gravidanza è il periodo della vita di una donna più intenso dal punto di vista emozionale e culmina con la gioia di tenere tra le braccia il proprio bambino. Pur essendo una condizione fisiologica caratterizzata da eventuali problematiche che possono amplificarsi quando essa si verifica in pazienti portatrici di stomia, tali problematiche passano quasi in secondo piano rispetto al desiderio di essere madre.
La letteratura internazionale è povera di casistiche corpose che permettano di trarre considerazioni definitive e dettare delle linee guida per la gestione di una stomia in gravidanza. Pertanto è opportuno fare alcune considerazioni che derivano dal buon senso clinico e dalla pratica quotidiana.
La prima è che non esiste nessuna controindicazione assoluta alla gravidanza in pazienti portatrici di stomia. Il problema fondamentale è legato più che altro alla patologia di base che ha imposto il ricorso ad una derivazione esterna, fecale o urinaria. Per le derivazioni intestinali nel caso di patologia infiammatoria cronica quali la rettocolite ulcerosa o il morbo di Chron, è noto che in entrambe le patologie, se in fase inattiva, il rischio di complicanze precoci della gravidanza quali l’aborto spontaneo, è pari a quello delle donne non affette, mentre, se la patologia è in fase attiva, il rischio della perdita del feto è aumentata. Si aggiungono inoltre i problemi legati all’assunzione di farmaci che devono essere somministrati in caso di riattivazione della malattia al momento del concepimento ma che non sempre producono effetti sul feto.
È opinione comune che non è consigliabile concepire se la malattia è in fase attiva,ma se ciò dovesse accadere la patologia va trattata con un aggressivo trattamento medico per limitare i rischi di nascita pre-termine e basso peso del neonato. In tali pazienti la nutrizione è estremamente importante poiché l’aumento di peso previsto nel corso della gravidanza è stimabile intorno agli 9-14 kg. Può essere necessario un supporto calorico ma va controllata la variazione eccessiva del peso per evitare le complicanze in sede stomale. Una supplementazione di acido folico così come un supporto elettrolitico può essere necessario in pazienti portatrici di ileostomia terminale.
Nel caso di stomie intestinali confezionate per patologia tumorale il fattore fondamentale è lo stato di malattia al momento del concepimento. L’assenza di ripresa di malattia locale od a distanza permette di affrontare la gravidanza senza preoccupazioni mentre nelle pazienti a rischio è consigliabile posporre il concepimento ad un periodo successivo in cui sia ragionevole pensare ad un’ avvenuta guarigione dalla neoplasia.
La presenza di una colostomia non ha interferenze metaboliche con la crescita del feto mentre un’ileostomia può comportare rischi di iponutrizione che va prevenuta con una adeguata supplementazione. Nel caso delle stomie urinarie non esiste, al di là delle controindicazioni legate alla patologia di base, nessuna preclusione al concepimento e nessuna influenza sul corretto sviluppo del feto. In corso di gravidanza possono verificarsi alcune complicanze stomali che necessitano di supporto medico e stomaterapico. L’aumento di volume del contenuto addominale può comportare fenomeni di dislocazione delle anse intestinali, con distorsione stomale e prolasso, che in genere possono essere trattati in via conservativa e che sono reversibili dopo il parto. Nelle pazienti con ileostomia sono stati descritti casi di prolasso stomale legato all’iperemesi gravidica. Nelle pazienti con stomia urinaria è descritta la necessità, in un terzo delle pazienti, di passare dal cateterismo intermittente a quello fisso nel II–III trimestre con un ritorno alla normale gestione dello stoma dopo il parto.
La presenza della stomia non comporta una necessità assoluta di taglio cesareo ed il parto per via naturale è indicato. Laddove però coesistano patologie stomali meritevoli di correzione chirurgica è sempre opportuno ricorrere all’intervento chirurgico per il parto ed il trattamento di tali patologie. L’approccio alla stomia in gravidanza deve necessariamente essere di tipo multidisciplinare. La donna che, oltre alla stomia, deve affrontare la gravidanza e il parto deve essere seguita, in ogni fase, da specialisti competenti che approccino in maniera specifica ogni tipo di eventuali complicanze.
È importante che l’agire professionale sia dettato essenzialmente dal buonsenso, e sia unito ad una grande conoscenza e competenze specifiche e, perché ciò sia possibile, il team deve lavorare in perfetta sintonia e sinergia. Lo stomaterapista rappresenta il trait d’union tra i vari specialisti tra i quali deve essere presente anche lo psicologo. Questo perché la condizione gravidica comporta modificazioni dello schema corporeo in una paziente che ha già vissuto un trauma precedente in questo aspetto.
In un momento in cui le emozioni e le sensazioni legate alla maternità diventano così intense, in un momento in cui il concetto di se’ è alterato da una doppia modificazione dello schema corporeo, è importante circondarsi di persone consapevoli e collaborative.
Non va sottovaluto il ruolo del futuro papà; spesso è la stessa donna ad assegnare un ruolo secondario al suo compagno. Un pool di esperti che risolva le problematiche cui va incontro la paziente, ma anche un compagno che accetta il suo “nuovo corpo” e che l’aiuti anche nelle incombenze quotidiane legate alla sua condizione (cambio del sacchetto di raccolta, igiene personale), aiutano sicuramente ad affrontare la gravidanza con maggiore serenità. Ed è proprio la serenità che può permettere alla donna di ritrovare se stessa in una “nuova” condizione di vita.
A cura di Dr. Paolo Delrio, Chirurgo Dr. Francesco Iodice, Ginecologo Dr.ssa Marianna Connola, Research Nurse Dipartimento di Chirurgia, Istituto dei Tumori di Napoli, Fondazione “G. Pascale”
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