

É riconosciuta in tutto il mondo e si celebra il 3 ottobre di ogni anno.
Si tratta della Giornata Mondiale dello Stomizzato, istituita e promossa da IOA (International Ostomy Association) con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone stomizzate attraverso una maggiore consapevolezza e rispetto della condizione in cui si trovano.
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Articolo a cura del Dott. Prof. Carlo Pezcoller, tratto da "Informablu" - Abbonati Gratis
Dopo un intervento chirurgico con resezione di parti del colon o del retto, talvolta è necessario confezionare una colostomia che può essere temporanea o definitiva. Fortunatamente, al giorno d’oggi le colostomie definitive sinistre sono notevolmente diminuite in virtù di diagnosi sempre più precoci, di cure sempre più efficaci e di tecniche chirurgiche sempre più avanzate e meno invasive. Molto spesso si riesce quindi a conservare l’apparato sfinteriale dell’ano che è fondamentale per garantire la continenza sia delle feci che dei gas.
Tuttavia, anche nei casi in cui il chirurgo è obbligato a praticare una stomia, esistono delle tecniche riabilitative che possono limitare gli inconvenienti ad essa legati. È risaputo che - a differenza dell’ileostomia, dove le feci vengono emesse in continuazione e si presentano piuttosto liquide e corrosive per l’elevato contenuto idrico e per la presenza di sostanze digestive ancora attive - nella colostomia le feci sono più formate ed hanno una consistenza semisolida. Nel colon infatti avviene un progressivo riassorbimento di acqua e, grazie alla sua specifica attività motoria, esso può fungere da serbatoio contenendo le feci e dando un certo ritmo alle evacuazioni.
Ora, malgrado una colostomia sinistra comporti inevitabilmente una incontinenza, a distanza dall’intervento si osserva un certo adattamento del colon: le feci non vengono emesse continuamente, ma seguono un certo ritmo. Proprio sfruttando questa funzione di serbatoio del colon e la sua ritmicità, è stata già da tempo ideata la tecnica della “irrigazione” che ha letteralmente rivoluzionato la vita del colostomizzato.
Trattasi in verità di una metodica molto semplice, che viene praticata con successo da oltre 50 anni, e che consiste in un lavaggio periodico del colon con acqua tiepida. Se l’irrigazione viene associata ad una dieta povera di scorie, i risultati sono davvero eccellenti e lo stomizzato può avere 24 – 48 ore di relativa continenza, il che significa che la sacca tradizionale può essere quasi abolita ed al suo posto possono essere utilizzare delle mini sacche o, in qualche caso, una semplice copertura di protezione. Purtroppo questo metodo quasi miracoloso e di grande efficacia si può applicare solo alle stomie poste sul colon sinistro e qualche volta a quelle sul trasverso.
Per praticare l’irrigazione è necessario utilizzare un Kit che viene fornito da tutte le ditte che producono presidi per stomie e che contiene un cono morbido collegato con un tubo flessibile (munito di valvola di erogazione) ad un recipiente di plastica graduato nel quale si introducono circa 800 ml. di acqua tiepida. Una sacca lunga di plastica munita di due aperture viene applicata alla cute peristomale. Attraverso l’apertura superiore si introduce delicatamente il cono lubrificato nella stomia e, regolando il flusso dell’acqua con la valvola, si fa defluire l’acqua del lavaggio in 5 – 10 minuti, mentre l’altra estremità aperta della sacca pesca nel water. Dopo poco l’intestino comincia a scaricare e lo svuotamento si completa nel giro di 20-30 minuti.
Le controindicazioni che possono derivare da una simile tecnica sono date da: età molto avanzata, diarrea, complicanze stomali (stenosi, prolasso ecc..), incapacità di apprendere la tecnica, psicosi, demenza ecc… Una raccomandazione che è doveroso fare è quella di non introdurre nella stomia un normale catetere, ma di utilizzare il morbido cono che si trova nel Kit onde evitare di perforare l’intestino.
La metodica, come già affermato, è del tutto semplice, si apprende molto facilmente dopo una o due dimostrazioni pratiche presso un apposito centro di riabilitazione e non comporta difficoltà organizzative nella propria abitazione.
Oltre a migliorare significativamente la qualità della vita, l’irrigazione permette di ridurre il numero delle sacche garantendo, tra l’altro, anche un certo risparmio economico. L’esortazione è quindi quella di prendere in seria considerazione questa pratica, cercando di superare una certa pigrizia e l’iniziale timore di introdurre il cono nella stomia con la relativa acqua di lavaggio. Dedicare un minimo di cura per imparare l’ “irrigazione” e quindi praticarla regolarmente a giorni alterni non è certo una perdita di tempo! In un’ora si riuscirà a far tutto e si otterrà l’indiscutibile vantaggio di non avere sorprese durante la giornata, migliorando indiscutibilmente la
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